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Hanno detto…

Hanno detto….:

‘Cari amici dell’Associazione, Vi ricordate? Il 12 di Gennaio sono partito per Dar es Salaam grazie all’Associazione, che mi dava la possibilità di fare una esperienza importante, in Tanzania, in una società di ingegneria danese che stava iniziando un progetto di rural water supply in dieci villaggi nel distretto di Igunga. La formula era forse un poí anomala per l’Associazione: usufruire della borsa appoggiandosi ad una società di ingegneria nemmeno italiana! Ma vi ringrazio per aver creduto nell’idea, di avermi dato la possibilità (o forse dovrei dire di concedermi il privilegio) di inventarmi il mio percorso di formazione per queste strane professioni che si vanno a fare, lavorando in progetti di cooperazione per lo sviluppo.’

Michele Pirazzoli, Luglio 2004

‘Associazioni come la Vostra, che permettono lo sviluppo e  l’applicazione di saperi nuovi ed energie giovani in Paesi in via di sviluppo, credo siano indispensabili per chi si occupa di problematiche legate allo sviluppo del territorio e delle società rurali.’

Alessandro Annoni, Ottobre 2004

‘… E’ stata una bella chiacchierata: riparlare del Rwanda, dei rwandesi mi ha emozionata e così anche quel colloquio che mi aspettavo freddo, ha finito per stordirmi dall’emozione. Mi ha quasi commosso rendermi conto che ho la possibilità di ricevere addirittura un premio di studio, solo per essermi avvicinata anche con la tesi all’Africa dalla quale ho già ricevuto così tanto. …Oggi ho avuto la sensazione di esser grata a quella commissione di volontari,i docenti e la signora Lorenzin che stavan lì ad ascoltarmi, nella mia spontanea disorganica esposizione, a tratti incerta ma sincera. Non mi fa star però tranquilla, in pace il pensiero di non esser loro riconoscente come avrei voluto. Ripenso poi alle ‘parole giuste al momento giusto’ che non ho detto..era forse solo questo il modo?..o mi lasceranno un pò di tempo per organizzare un ‘GRAZIE’ più complesso, articolato e approfondito…?’

Sara Miotto, Ottobre 2003

‘… Mi piace sentirmi in comunione con gli altri nella semplicità.
Con gli africani è così. Loro ti accettano per quella che sei. Fondametalmente perchè accettano tutto, perchè guardano all’essenza delle cose. Non hanno niente e ti danno solo loro stessi. E per me è lo stesso. Con gli africani non ho niente in comune tranne la vita: dolore, gioia, angoscia, felicità, speranza, disperazione.Sono le uniche cose su cui si può comunicare. Il resto è tutto superfluo.E quante volte ho vissute amicizie d’apparenza, senza cogliere l’animo dell’altro e senza che lui cogliesse il mio….
L’altro ieri era il mio compleanno. Lo ho passato in foresta da sola, unica compagnia l’autista ed un animatore. Non avevo preventivato di festeggiarlo. Non l’avevo nemmeno detto che diventavo più vecchia di un anno. Ma alle sei del mattino, quando mi sono svegliata, ho trovato Hermann et Prince con un buquet di fiori  raccolti per strada e Christian con una gallina. e quando la sera sono rientrata a Bangui, la cuoca e il guardiano, che sono sempre squattrinati, pieni di problemi, che mi chiedono anche le pastiglie di paracetamolo perchè costa loro troppo, mi hanno lasciato sul tavolo un pacchettino con dentro due pasticcini comperati nella pasticceria più cara di Bangui, e un bigliettino con scritto, ‘che Dio ti protegga ovunque tu sarai e per tutti i giorni della tua vita’. L’altro guardiano mi ha regalato un disegno e il più giovane di tutti una lettera di auguri e di preghiera perchè Dio interceda sempre per me.

Ho tanto pianto in camera….’

Chiara Caccia – lettera dal Centrafrica, Ottobre 2004